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Il risparmio dei pugliesi e le banche’: a Bari l’incontro organizzato da Confconsumatori Puglia

Il risparmio dei pugliesi e le banche’: a Bari l’incontro organizzato da Confconsumatori Puglia

Si è tenuto questa mattina il convegno “Il risparmio dei pugliesi e le banche: danni subiti, pericoli, vie per il risarcimento, strumenti per invertire la rotta” organizzato da Confconsumatori Puglia. Ai lavori hanno partecipato molti consumatori pugliesi delusi da alcune banche pugliesi che hanno posto domande agli esperti.

 

 

“Ormai, la sfiducia verso il sistema del credito, ha prodotto la totale diffusa disaffezione verso le banche ed i prodotti finanziari- ha dichiarato Canio Tritone, presidente di Codici Puglia –  Non è accettabile che si azzerino o riducano i valori delle azioni e delle obbligazioni (convertibili o subordinate), senza un contraddittorio, nel momento della valutazione dei bilanci di quelle banche divenute illiquide. Se vogliono evitare i contenziosi le Banche devono rinegoziare il loro debito, salvando così i loro creditori, gli obbligazionisti di ogni tipo e, indirettamente, anche gli azionisti: uno strumento possibile è che emettano e cedano agli obbligazionisti attuali ed a chiunque aderisca, obbligazioni a 20 anni, pari all’importo del debito maturato, con interessi pari al tasso legale, garantiti dal Fondo interbancario”. Per il presidente è indispensabile che “i parlamentari pugliesi di qualsiasi schieramento propongano al più presto una legge che sancisca alcuni punti” come l’imporre sanzioni penali e risarcitorie chiare per i dirigenti e controllori che contribuiscono ai crack, il “semaforo del rischio” (distinzione chiara e semplice fra titoli rischiosi e non da presentare all’inizio del prospetto), l’educazione finanziaria per coloro che vogliono investire, la ridefinizione del ruolo e delle funzioni di Banca d’Italia e Consob, l’attribuzione del compito di procedere alla profilazione dei clienti alle Associazioni di Consumatori e la distinzione tra la figura del risparmiatore e quella dell’investitore.

 

L’avvocato Antonio Pinto, presidente di Confconsumatori Puglia, ha dichiarato di aver depositato le prime dieci domande di mediazione obbligatoria per i clienti di Veneto Banca e BancApulia, “passaggio necessario per avviare le cause civili, ove la Banca non transiga”.

 

“ I risultati delle ispezioni condotte dalla BCE, da Banca d’Italia e dalla Consob, – ha spiegato – conclusesi con censure e multe a carico di Veneto Banca, comprovano che sono state commesse varie irregolarità, sia nella vendita delle azioni, sia nella rappresentazione pubblica della solidità finanziaria della banca. Inoltre, dallo studio del bilancio al 31.12.2015, si evincono una serie di dati che sembrano confermare l’ipotesi della Procura e di Banca d’Italia che i bilanci non fossero veritieri. Infatti, ad esempio a pag. 88 del bilancio 2015, si legge che i crediti di dubbia esigibilità sono un totale di 7.555.000.000 di euro, mentre nel bilancio 2014 erano 6.068.000.000: quindi vi è stato un aumento di circa un miliardo e mezzo che, ovviamente, non è frutto del 2015 ma di una rettifica di valori non considerati in precedenza”. Per queste ragioni, con specifico riferimento alle azioni Veneto Banca,  si potrà chiedere la nullità del contratto di acquisto per violazione di norme imperative, come ad es. false comunicazioni sociali ex art. 2621 c.c.. Sarà anche possibile chiedere al Tribunale di accertare e verificare che, con dolo, la banca ha indotto in errore i clienti su elementi essenziali del contratto (solidità patrimoniale che appariva dai bilanci), che quindi è annullabile. Invalidando i contratti di acquisto si potrà ottenere la restituzione delle somme investite.

 

 

 

All’incontro è intervenuto anche l’avvocato Vincenzo Laudadio, Responsabile di Adusbef Puglia: “Le Associazioni perseguiranno – ha dichiarato – , contemporaneamente alla strada civile (contro le banche e gli organi di vigilanza), quella penale, come infatti abbiamo già iniziato a fare depositando esposti nelle diverse Procure d’Italia interessate dai crac bancari, in Toscana, Veneto, Lazio e Puglia, per l‘accertamento delle eventuali responsabilità e per il recupero delle somme perse. Proprio la costituzione di parte civile nel processo penale, è una delle strade percorribili. I nostri sportelli sono a disposizione di tutti i risparmiatori per offrireuna prima consulenza e verificare se, nella condotta della banca, sussistano eventuali profili di responsabilità anche di natura penale, ad esempio con riguardo alla truffa”.

 

Laudadio ha sottolineato un altro aspetto che le procure iniziano a monitorare, quello della valutazione dei NPL (not performing loans – crediti deteriorati) “che sono in pancia alle banche e che, con valutazioni riservate e non aperte a nessuno, men che meno ai soci, agli azionisti, agli obbligazionisti o alle associazioni di consumatori, vengono inseriti in bilancio senza che su di essi sia possibile fare un riscontro oggettivo”. Il responsabile Adusbef ha spiegato che “tutti i risparmiatori potrebbero chiedere, in un esposto penale, di valutare anche questo aspetto. Tanto per evitare che si ripetano casi come quelli del San Paolo di Napoli degli anni 90, in cui dopo il default dell’istituto, assorbito da BNL/INA e poi dal gruppo SanPaolo Imi, si scoprì che la bad bank era riuscita a recuperare il 94% circa dei debiti, mentre azionisti ed obbligazionisti avevano perso tutto in seguito all’azzeramento del capitale sociale”.

 

“Da ultimo – ha concluso Laudadio – vi è un altro problema che in questo momento pesa sulla serenità dei risparmiatori: la sostanziale abolizione del diritto di recesso a danno dei proprietari di azioni delle Banche Popolari disposto dal D.L. 3/2015. convertito dalla legge n.33/2015”. Infatti, privare di fatto un cittadino italiano di una proprietà (le azioni della banca) è atto contrario alla legge; persino nell’esproprio, che rappresenta l’ipotesi legale più estrema di privazione della proprietà, il legislatore prevede che vi sia una “causa di pubblico interesse, legalmente dichiarata” e “il pagamento di giusta indennità”. Secondo noi, pertanto, deve esser dichiarata nulla per la sua evidente incostituzionalità, la norma del 2015 che ha permesso ai CDA delle banche di rinviare in tutto e senza limiti di tempo, il rimborso delle azioni. Anche il Tribunale di Napoli, in una recentissima sentenza del 24.3.16, ha dichiarato illegittimo il blocco del rimborso del socio che recede da una Banca Popolare”.

http://www.ilikepuglia.it/mobile//notizie/sviluppo-e-lavoro/bari/08/06/2016/il-risparmio-dei-pugliesi-e-le-banche-a-bari-lincontro-organizzato-da-confconsumatori-puglia.html

 


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